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Quando dividere l’eredità

Molti si chiedono quando dividere l’eredità.

Il problema nasce quando non è possibile una convivenza tra coeredi. Quando dividere l’eredità, quindi, diventa importante nei casi di urgenza, quando cioè, apertasi la successione, i singoli chiamati devono decidere se accettare e una volta accettata l’eredità devono valutare se continuare a tenere i beni in comunione.

E’ corretto dire che quando si vuole dividere l’eredità è necessario che tutti abbiano accettato l’eredità. Senza questo passaggio, la divisione non è possibile.

Come si fa, infatti, a dividere una eredità che il chiamato non ha ancora accettato?

Secondo la giurisprudenza, poi, vi sono situazioni in cui permangono forme di comunione almeno tra alcuni dei coeredi.

Circa lo scioglimento della comunione ereditaria, nell’eventualità di non agevole divisibilità degli immobili ricompresi nell’eredità, si consente di assegnare ad alcuni coeredi, i quali ne facciano unitamente istanza, un cespite comodamente separabile dagli ulteriori e rientrante nella quota congiunta dei coeredi predetti, sebbene gli altri coeredi si oppongano, poiché, come risulta dai principi in materia di comunione e dagli artt. 718 e 720 c.c., l’attribuzione a più coeredi di un unico cespite “pro indiviso” è praticabile ove sussista l’istanza congiunta dei coeredi interessati, i quali rappresentano coloro che resteranno in comunione in ordine al cespite di cui è stata domandata l’attribuzione.

E’ ovvio che ciò accade più frequentemente quando gli eredi vogliono dividere l’eredità, ma essa non è facilmente divisibile e gli eredi sono più di due.

Un altro elemento che può influire sul momento in cui si procede alla divisione è la regolarità edilizia.

Tutti gli atti di scioglimento delle comunioni relative ad edifici, o a loro parti, anche nel caso di comunioni ereditarie, sono soggetti alla comminatoria della sanzione della nullità prevista dall’art. 40, comma 2, della legge n. 47 del 1985 per gli atti tra vivi aventi ad oggetto diritti reali aventi a oggetto edifici realizzati prima della entrata in vigore della detta legge, ove dagli atti non risultino gli estremi della licenza o della concessione a edificare o della concessione rilasciata in sanatoria, ovvero a essi non sia unita copia della domanda di sanatoria corredata dalla prova del versamento delle prime due rate di oblazione o dichiarazione sostitutiva di atto notorio, attestante che la costruzione dell’opera è stata iniziata in data anteriore al 1° settembre 1967.

Questo influisce sul quando dividere l’eredità, perché bisogna prima regolarizzare l’eredità e gli immobili.

Per quanto riguarda l’entità della divisione, si arriva a dividere anche una parte dell’eredità, non è detto che gli eredi vogliano dividere tutto subito.

Il principio dell’universalità della divisione ereditaria non è assoluto ed inderogabile, potendosi anche procedere ad una divisione solo parziale se un accordo in tal senso intervenga tra le parti ovvero quando costituisca oggetto di una domanda giudiziale.

Insomma: quando dividere l’eredità è un problema che va risolto in relazione alle esigenze di liquidità, di serenità ed economiche. Per questo è consigliato sempre chiedere all’avvocato un consiglio.

Articolo redatto ad Alpignano da Studio Duchemino il 21 dicembre 2022

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