Se il genitore concede l’immobile ad uno dei figli: comodato o donazione?

Una delle domande che spesso i futuri eredi si pongono è questa: che succede se il genitore concede ad uno dei figli l’uso gratuito di un immobile durante la vita? E’ una donazione oppure no?

Su questo tema la Corte di Cassazione è intervenuta di recente – sentenza Corte di cassazione civile del 16/11/2017 sez. II num. 27259 -, affermando anzitutto che

In tema di divisione ereditaria, il godimento a titolo gratuito di un immobile concesso durante la propria vita dal ‘de cuius’ a uno degli eredi, da inquadrarsi necessariamente nel contratto di comodato, non è qualificabile come donazione soggetta a collazione, atteso che l’utilità per il comodatario consiste nell’uso personale, gratuito e temporaneo della cosa, essendo insito nello schema causale del contratto l’obbligo di restituzione. Tali peculiarità sono incompatibili con l’illimitata rinuncia alla disponibilità del bene che caratterizza la struttura e la finalità della donazione nella quale la predetta utilità costituisce il risultato finale dell’atto posto in essere dalle parti.

Ora, cosa significa tutto ciò?

Va premesso che nella vicenda analizzata, il figlio e futuro erede aveva ricevuto in vita l’uso dell’immobile

poi lasciatogli in eredità, senza mai corrispondere nulla per canoni d’affitto o per rimborso delle utenze di acqua, riscaldamento, luce, tassa rifiuti o altro onere accessorio, nè altro contributo per le spese di manutenzione

La sorella agiva in giudizio, al momento della morte del genitore, chiedendo

che la massa ereditaria fosse formata mediante collazione e che venisse ordinato a L.R. il conferimento in natura o per imputazione delle donazioni dirette e indirette ricevute, dei frutti e degli interessi, delle assegnazioni effettuate da L.D. in suo favore, e che si procedesse alla divisione del patrimonio così formato.

Questa situazione è molto diffusa. Un genitore conferisce ad un figlio l’uso di un immobile durante la vita. Ci si chiede se stiamo parlando di una donazione, oppure di un comodato gratuito. La donazione è un contratto con effetti reali, nel senso che il donante si spoglia dell’immobile che viene acquisito al patrimonio del donatario. Il comodato, invece, implica e presuppone l’obbligo di restituzione del bene, che viene goduto gratuitamente.

Il figlio, nella vicenda analizzata, si era difeso affermando che

aveva utilizzato l’abitazione a titolo di ospitalità da parte del padre e aveva acquistato la casa dove viveva in (omissis) con proprie risorse finanziarie

Dopo le sentenze di primo e secondo grado, la Cassazione motiva così:

non essendo qualificabile come donazione soggetta a collazione il godimento a titolo gratuito di un immobile concesso durante la propria vita dal de cuius a uno degli eredi (Cass., Sez. II, 23 novembre 2006, n. 24866). Premesso infatti che il godimento, a titolo gratuito, di un immobile si inquadra necessariamente nel contratto di comodato, disciplinato dagli artt. 1803 c.c. e ss., questa Corte, con la citata sentenza n. 24866 del 2006, ha già considerato che l’arricchimento procurato dalla donazione non può essere identificato con il vantaggio che il comodatario trae dall’uso personale e gratuito della cosa comodata, utilità che non costituisce il risultato finale dell’atto posto in essere dalle parti (come invece nella donazione), bensì il contenuto tipico del comodato stesso. Deve poi ribadirsi, conformemente a quanto affermato nella motivazione della sentenza di questa stessa Corte 22 marzo 1994, n. 2750, che l’obbligo di restituzione della cosa costituisce elemento essenziale del rapporto insito nello schema causale del comodato

E’ quindi fondamentale non confondere i due contratti, quello di comodato gratuito che implica la restituzione del bene e quello di donazione che implica il passaggio di proprietà dell’immobile al donatario.

Articolo redatto a Torino da Studio Duchemino il 5 febbraio 2018

7 commenti su “Se il genitore concede l’immobile ad uno dei figli: comodato o donazione?”

  1. Il vantaggio acquisito dal figlio che gode dell’uso gratuito dell’immobile si consolida successivamente nel testamento del genitore che lo definisce erede di tale bene a discapito dei fratelli che invece in vita non hanno goduto di tale beneficio.
    Occorre calcolare nella valutazione delle quote legittime anche tale godimento a titolo gratuito? Sarebbe più equo.

  2. Vincenzo Palazzo

    Mia suocera ha dato in comodato gratuito la propria abitazione al nipote, senza redigere alcun contratto.
    Quando sarà aperta la successione, tale comodato gratutito potrà essere assimilato ad una donazione non essendo stato stipulato un contratto e, quindi, non sia stata definito un tempo di restituzione dell’immobile?
    P.S. : mia suocera da tre anni è stabilmente alloggiata in una casa di riposo pur avendo mantenuto la residenza anagrafica al vecchio indirizzo.
    Grazie.

  3. Traina Salvatore

    Buon giorno, su autorizzazione mia e di mia moglie, mia figlia occupa metà del mio villino insieme alla nipotina in comodato d’uso. Essendo lei separata e intestataria di usofrutto stipulato con Atto Notarile, e facendo parte del mio nucleo familiare regolarmente documentațiile, se puo’ chiedere regolare allaccio di energia elettrica pe l’ area del villino che occupa. Nello specifico occupa la mansarda del primo piano. Vi ringrazio anticipatamente.

  4. Buongiorno, mio padre aveva l’usufrutto a cita di un appartamento di mia proprietà. Ha dato l’appartamento in comodato d’uso a mia sorella.Ora che lui è deceduto,cosa succede?L’appartamento ritorna automaticamente a me o mia sorella ha dei diritti?
    A.

  5. Salve, mi puo’ dire se posso fare qualcosa nei confronti di mia mamma ? La casa dove sto è stata data in affitto gratuito tra madre è figlio . Però mia mamma non ha mai speso niente in questa casa ha fatto tutto io. Era in abitazione vecchia, io ho la ristrutturazione e lo resa agibile è tuttora spende soldi in casa e campagna. € 100.000,000 circa spesi dal 1998 al 2020. Mi chiedo quando vanno a stimare tutti i beni di mia mamma a me dice lei toccherà sola la casa che ha restaurato io. Mentre le Sorelle prendono beni in eguali somme (come la nostra casa )in cui non hanno mai speso loro niente. Secondo me la stima della casa la dovevano fare come era allora vecchia, è non com’è ora . Posso sapere come funziona se mia mamma fa una donazione? Se ha me deve risarcire tutte le spese ? di questo bene non se mai interessato nessuno solo io spendo ed ho migliorato negli anni . Grazie buana serata

    1. Buongiorno, nel suo caso a tempo debito bisognerà tenere conto dei miglioramenti apportati all’immobile. Le consigliamo, però, di contattare lo studio legale per una consulenza personalizzata. Cordiali saluti

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