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Prelazione agraria: le risposte dell’avvocato immobiliarista a Torino

Che cosa si intende per “prelazione agraria”?

Dal latino “praelatione”, che significa “preferenza”, la prelazione è il diritto giuridico ad essere preferiti in qualcosa, ad esempio nella scelta del compratore di un terreno, oppure nella cessione di una quota societaria.

Il diritto di prelazione agraria, ad esempio, spetta al coltivatore diretto e, in mancanza di un coltivatore di quel terreno che viene messo in vendita, spetta al vicino confinante, coltivatore diretto anche lui.

Ci sono percentuali e limiti nell’attività agricola che vanno tenute in considerazione.

La prelazione prevede che chi vuole vendere il terreno debba attuare una procedura precisa. L’avvocato immobiliarista, esperto di immobili, saprà adeguatamente spiegare al cliente quali sono i passaggi da compiere per evitare sorprese successivamente.

E’ quantomani necessario rivolgersi all’avvocato immobiliarista per la prelazione agraria prima di compiere qualunque passo, perchè dopo potrebbe essere tardi.

Il problema è che molta gente non conosce l’esistenza di questo istituto.

Una ordinanza del 2021 della Corte di Cassazione, spiega bene il principio che sta alla base della prelazione agraria:

Ai fini dell’esercizio della prelazione agraria, è necessario non solo che l’interessato rivesta la qualifica di coltivatore diretto, ma anche che coltivi direttamente il fondo adiacente a quello posto in vendita o quello condotto in fitto, non essendo sufficiente che eserciti altrove l’attività di agricoltore, in quanto l’intento perseguito dal legislatore è l’ampliamento dell’impresa coltivatrice e non l’acquisto della proprietà della terra da parte di qualsiasi coltivatore diretto. La qualità di agricoltore, nel senso anzidetto, non può desumersi da elementi formali, quali gli elenchi redatti dal Servizio contributi agricoli unificati (SCAU), poiché detta certificazione, rilasciata a fini essenzialmente assistenziali, è idonea soltanto a fornire elementi indiziari.

Il senso, ovviamente, è quello di attribuire il terreno prioritariamente a chi effettivamente lo coltiva.

Sono esclusi tutti i casi in cui, non trattandosi di vendita vera e propria, secondo lo schema base, il diritto viene ceduto tramite altri strumenti che non implicano il versamento di un prezzo nel modo della compravendita, ad esempio la donazione, la liquidazione coatta amministrativa, eccetera, anche se la ragione stupisce in quanto anche in istituti come la donazione il terreno viene ceduto e anche in questi casi il coltivatore del fondo o il confinante potrebbe avere interesse ad ampliare la sua proprietà per un migliore sfruttamento del fondo.

La violazione della prelazione comporta il diritto del retratto, che significa, sempre dal latino, riscattare l’immobile da chi lo ha acquistato indebitamente, violando la prelazione del coltivatore diretto.

Retrahere in latino significa ritrarre e il retratto è lo strumento con cui si fa rientrare la proprietà indietro, in capo al coltivatore estromesso ingiustamente.

Le conseguenze sono a carico delle parti.

Per questo, è assolutamente necessario, prima di vendere un terreno agricolo, contattare l’avvocato immobiliarista per spiegazioni sulla prelazione agraria. Infatti, la prelazione agraria, come ogni prelazione, è un istituto abbastanza sconosciuto, ma con conseguenze importanti per l’economia dell’operazione.

Ma questo vale in tutti i casi di prelazione, e di prelazione agraria, in particolare.

La prelazione agraria, come dice l’espressione, non si applica assolutamente ai terreni edificabili messi in vendita, non avrebbe alcun senso, visto lo scopo di questo istituto giuridico.

Ricordiamo, poi, che l’art. 8 Legge 26/05/1965, n. 590 stabilisce tra l’altro che:

Qualora il proprietario non provveda a tale notificazione o il prezzo indicato sia superiore a quello risultante dal contratto di compravendita, l’avente titolo al diritto di prelazione può, entro un anno dalla trascrizione del contratto di compravendita, riscattare il fondo dell’acquirente e da ogni altro successivo avente causa.

In definitiva, quindi, l’avvocato immobiliarista è l’unico che può fornire risposte su una operazione del genere, prima di farla.

Conviene, quindi, contattarlo per una rapida ma decisiva consulenza.

Articolo redatto ad Alpignano da Studio Duchemino – STAFF IMMOBILI – il 6 aprile 2022

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