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Violenza sulle donne: nessuna tutela dallo Stato. Parla l’avvocato della famiglia

Tanti e continui i proclami sulla tutela delle donne vittime di violenza. La realtà che conoscono gli avvocati che si occupano di violenza sulle donne è ben diversa. E’ costituita da personale pubblico poco specializzato, a tratti incompetente, autorità di pubblica sicurezza quasi totalmente inesistenti. Nessuna tutela, quindi, ma solo tanti proclami inutili, specialmente in corrispondenza con le ricorrenze e feste.

Ancora in questi giorni a Bologna si è verificato l’ennesimo episodio di violenza sulle donne, a farne le spese una donna che aveva denunciato l’ex. Le autorità non facevano nulla: anzi, è venuto fuori un comunicato della Procura, con cui si afferma, stando ai giornali, che i testimoni non potevano sentirsi perchè erano in ferie.

Non so se ci si rende realmente conto del problema. Allo Stato italiano e alle sue istituzioni non importa nulla di una denuncia per maltrattamenti o violenza, nella maggior parte dei casi verrà archiviata o non avrà seguito e non sempre per colpa della vittima che magari la ritira o è intimorita da eventuali conseguenze dannose.

Spesso per l’incompetenza totale delle autorità su questi temi, per un falso garantismo che induce i magistrati persino ad assolvere chi commette violenze psicologiche ripetute e anche fisiche. E’ ciò che gli avvocati conoscono bene, specialmente quelli che si occupano di narcisismo patologico, maltrattamenti in famiglia, violenza di genere.

L’avvocato sa che quando una donna si rivolge a lui per essere stata vittima di violenza, avrà pochi strumenti per assicurarne una difesa effettiva, anzitutto perchè gli assistenti sociali e i servizi sociali dei comuni assumeranno sempre la posizione di totale neutralità, invece di tutelare la donna, in secondo luogo perchè sarà difficilissimo dimostrare la violenza. Solo l’occhio esperto riconosce fenomeni come il gaslighting, come la negazione dell’autonomia economica della donna, la colpevolizzazione, il vittimismo, la negazione dell’evidenza come strumento per rendere la vittima totalmente succube e disorientata, al punto di pensare di essere pazza. E quando la vittima si rivolge alle autorità per denunciare o viene derisa oppure non viene creduta. E quando cerca un accordo con il predatore, per salvare i figli dalla peggiore delle esperienze, le autorità diranno che avendo cercato un accordo ha rinunciato a far valere la violenza. Insomma, un misto di totale incompetenza, a tratti malafede, garantismo fasullo contornano i tribunali italiani, nei quali le vittime di violenza non trovano giustizia, tanto è vero che il rapporto del Ministero dell’Interno conferma un aumento dei casi dall’anno scorso.

L’esigenza di sicurezza della popolazione non conta nulla, specialmente quella dei soggetti deboli. Ai servizi sociali non interesserà, il più delle volte, che il genitore violento insegni ai figli a bestemmiare, rubare …., interesserà la genitorialità, malintesa ovviamente, perchè si dirà purtroppo che un padre è un diritto, anche se è un delinquente che corrompe i figli.

L’avvocato che si occupa di maltrattamenti si indigna di fronte alle notizie di cronaca, perchè sa che esiste una grave responsabilità delle istituzioni, sprovviste di quella sensibilità tanto declamata da leggi e proclami inutili.

Ci sono casi di donne che hanno denunciato 12 volte il predatore e sono state ammazzate miseramente e si dirà di nuovo che “non c’erano elementi” sufficienti, così come ci sono casi di Tribunali che addirittura arrivano a incentivare le visite figli-genitore violento sulla base di una genitorialità fasulla e inventata.

Insomma, il lavoro dell’avvocato della famiglia che si occupa di maltrattamenti non è semplice, perchè dovrà più che altro incoraggiare la cliente o il cliente che la strada è lunga e i risultati spesso non si vedranno, ma che bisogna comunque convivere con la violenza.

Articolo redatto ad Alpignano da Studio Duchemino il 26 agosto 2022 da STAFF FAMIGLIA

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