Tutela della Privacy: ultime notizie a Torino

Esce sul quotidiano “La Stampa” il 4 novembre 2014 un articolo dedicato al necessario equilibrio che deve sussistere tra tutela della Privacy e della riservatezza di cittadini (e lavoratori) e le esigenze legate soprattutto all’ambiente lavorativo e al datore di lavoro.

Ricordiamo brevemente che le Autorità europee preposte allo studio dell’argomento rilasciarono un parere sulle cosiddette “applicazioni” degli smartphone e dei tablet, piccoli software capaci di raccogliere un’infinita quantità di informazioni dell’utente.  Queste applicazioni, infatti, anche all’insaputa del cittadino, sono in grado di reperire un sacco di risorse riguardanti le fotografie dell’utente, la sua geolocalizzazione, gli spostamenti, le preferenze commerciali, nonché le informazioni bancarie.

Dalle indagini delle Autorità di altri Paesi, in particolare Canada e Olanda, era emersa per esempio la necessità di chiedere alla società californiana che gestisce Whatsapp delucidazioni in merito al trattamento dei dati personali. Basti pensare che la stessa applicazione chiede, infatti, l’accesso alla rubrica dell’utente e così facendo acquisisce anche i numeri di telefono di persone che sono inserite in detta rubrica, ma non hanno scaricato magari l’applicazione. Come gestire tutto ciò? A parte rimangono, poi, le problematiche legate all’uso sempre più massiccio di smartphone e tablet da parte di minorenni, con tutte le conseguenze del caso.

Si diceva che in relazione a siffatto argomento, a Torino il quotidiano cittadino pubblica oggi una notizia riguardante la specifica questione delle applicazioni degli smartphone in ambito aziendale.

Due società telefoniche potranno utilizzare i dati di localizzazione geografica, rilevati da una app attiva sugli smartphone in dotazione ai lavoratori, purché adottino adeguate cautele a protezione della loro vita privata. Lo ha stabilito il Garante privacy nell’accogliere le istanze di verifica preliminare [doc. web n. 3505371 e 3474069] presentate dalle due società che intendono utilizzare questa tipologia di dati  per ottimizzare l’impiego delle risorse presenti sul territorio e migliorare la gestione, il coordinamento e la tempestività degli interventi tecnici” (http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3504772).

Un primo profilo relativo alle cautele da adottarsi sarà quello di impedire l’accesso delle applicazioni ai dati personali. Inoltre, sarà necessario che sullo schermo del cellulare appaia, ben visibile, un’icona che attesta il funzionamento in corso della localizzazione e dell’applicazione. Infine, sarà strettamente necessaria un’informazione completa sulla problematica, tenendo anche conto che non possono essere consentite archiviazioni per più giorni di vere e proprie cronologie degli spostamenti.

Ancora una volta, quindi, il Garante è chiamato a decifrare l’equilibrio delicatissimo tra protezione della riservatezza ed esigenze della società contemporanea. Non bisognerà perdere di vista, comunque, l’obiettivo di fondo, che è quello di garantire una vita più comoda nel rispetto della dignità della persona.

Articolo redatto a Torino il 4 novembre 2014 da Studio Duchemino.

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