Recupero crediti più certo anche a Torino

Grandi novità si prospettano in materia di recupero del credito.

Per anni abbiamo assistito silenziosi alla totale inconcludenza delle procedure di pignoramento mobiliare, immobiliare, … .

Unico strumento che pareva avere qualche utilità pratica è sempre stato il pignoramento presso terzi, col quale si blocca un conto corrente presso la Banca, oppure si pignora una parte dello stipendio erogato dal datore di lavoro del debitore. Ovviamente questo avveniva grazie alla natura dell’istituto, che mischia interessi di soggetti diversi al modo delle astreintes francesi (modelli giurisprudenziali di coercizione indiretta). In italia, il recupero del credito, attualmente, è molto complicato. Se si procede privatamente, tramite cessione del credito o factoring, si rischia di perdere gran parte del credito, in quanto l’istituto finanziario ovvero bancario che sconta il credito chiede un’aliquota molto alta per il rischio, a parte la classica distinzione tra modelli di cessione pro soluto e pro solvendo. Risultano alcune esperienze interessanti, circa lo sconto di parcelle professionali, ovvero crediti di altra natura, fermo restando che molti crediti non sono scontabili tout court.

Gli incrementi di efficacia degli istituti relativi all’esecuzione forzata non hanno portato a grandi risultati, in quanto le ricerche di beni effettuate dagli Ufficiali Giudiziari o mancano del tutto, oppure vengono fatte pagare senza essere svolte, o comunque non forniscono utili elementi. Inoltre, di recente, si era complicata anche la procedura di pignoramento presso terzi, in quanto il terzo o non svolgeva dichiarazione positiva circa l’esistenza del debito verso il debitore, falsamente, ovvero bisognava attuare il giudizio di accertamento del credito con ulteriori lungaggini processuali anche costose.

Recentemente il debitore ricevette un sostanziale aiuto con l’istituto dell’impignorabilità della prima casa, operativo a certe condizioni, tra cui la residenza nella prima casa da parte del debitore e soprattutto che si tratti realmente di unico immobile posseduto dal soggetto. In effetti, la non fallibilità delle aziende sotto i requisiti minimi previsti dalla novellata legge fallimentare, le infruttuose ricerche dell’occupazione lavorativa del debitore, che spesso è occupato in nero, le difficoltà di reperire immobili da pignorare soprattutto nei casi in cui su di essi è iscritta ipoteca di primo grado rendevano e rendono oltremodo gravosa la situazione del creditore.

Il Governo, pertanto, interviene in questo scenario.

Le novità sono parecchie e non riguardano soltanto la registrazione telematica della nota di iscrizione a ruolo unitamente all’atto di pignoramento ad opera dell’avvocato. Anzitutto è fissata come competenza unica, a livello territoriale, quella del Giudice del luogo di residenza, domicilio del convenuto, evitando duplicazioni di procedure. Ovviamente la circostanza non riguarda le procedure che vedono coinvolte le Pubbliche Amministrazioni.

Un capitolo veramente importante è quello relativo alla consultazione delle banche dati pubbliche, quella dell’Inps, del Pubblico Registro Automobilistico  e dell’anagrafe tributaria, ivi compresa l’anagrafe dei conti correnti bancari. In questo modo, oltre a verificare l’intera situazione patrimoniale del debitore, l’Ufficiale di fatto potrà dare conto anche dell’attivo e passivo fallimentare. Se la ricerca dà risultati, i pignoramenti sono attuati dall’Ufficiale giudiziario.

Oltre a varie altre novità, il terzo nella procedura di pignoramento presso terzi potrà inviare la sua dichiarazione senza presentarsi.

Detto questo, non resta che attendere l’applicazione pratica effettiva degli istituti introdotti, considerato che tra il dire ed il fare c’è sempre di mezzo il mare.

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