Nipote avvocato e obblighi di pagamento della parcella

Interessante sentenza della Suprema Corte sulla questione delle attività svolte dal nipote di un cliente, in via stragiudiziale, per le quali il titolare dello studio legale chiedeva di essere pagato.

Si tratta del seguente arresto: Corte di Cassazione – Sezione Seconda Civile, Sentenza 25 ottobre 2016, n. 21543.

In sostanza, il cliente si era riferito, avendolo in famiglia, ad un nipote praticante legale presso uno studio legale. Costui aveva di fatto reso prestazioni di consulenza stragiudiziale. Successivamente, però, il titolare dello studio aveva preteso di farsi pagare dal cliente.

La vicenda, che si articola in tre diversi gradi di giudizio, dal giudice di pace fino alla Corte di Cassazione, si risolve per l’avvocato in un nulla di fatto, anzi. Non esistendo alcuna prova di un mandato scritto od orale (una procura ad litem) a favore del titolare dello studio, essendo ovvio che il parente cliente si era riferito al nipote praticante per essere da lui seguito, non esisteva nemmeno alcun diritto di credito del dominus, che quindi si vede revocare il decreto ingiuntivo.

Si tratta, peraltro, di una vicenda che riecheggia prassi note di alcuni studi legali, anche a Torino.

Articolo redatto a Torino da Studio Duchemino l’1 dicembre 2016

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