Liberalizzazioni: in arrivo il taglia-notai e le società di capitali per gli avvocati

Il Disegno di Legge sulla Concorrenza pare conterrà un’ondata di liberalizzazioni, come da anni non se ne vedono. Forse questo è un bene, per l’ingessata economia nazionale, anche se sarà necessario preservare vari interessi in gioco, tant’è vero che le lobby sono già all’opera per ostacolare la riforma. In sintesi, vediamo cosa il Governo propone di fare.

E’ previsto, almeno così si dice, che vengano abrogate le norme sui taxi, quelle che limitavano i taxi e auto a noleggio con conducente nei comuni in cui è stata rilasciata l’autorizzazione. Sarà abrogata anche la norma che prevede la prenotazione presso l’autorimessa, in sostanza presso il parcheggio dei taxi. In questo modo, sembra si possa far favore a quelle applicazioni tecnologiche più recenti, quali l’Uber.

Per quanto riguarda, invece, gli altri settori, nell’ambito R.C. Auto, oltre a meccanismi automatici per il rilevamento della mancanza della copertura assicurativa, sono previsti sconti per chi installa la cosiddetta scatola nera sull’autovettura, anche se resta da definire cosa si intenda per “sconti” sostanziosi. Inoltre, ma questo è un tasto dolente, sono previsti anche sconti sul premio per chi accetta – a questo punto preventivamente – un sistema già in voga presso varie compagnie, ovvero la riparazione del danno in forma specifica presso carrozzerie convenzionate. In questo caso si tratterebbe quindi di regolarizzare un fenomeno che esiste già, ma che, pur creando discreti disagi per il consumatore assicurato, non stabilisce però altrettanti vantaggi corrispondenti. Ad esempio, portare l’auto dalla carrozzeria convenzionata può significare sì non esborsare nulla, ma avere al contempo il problema delle distanze da colmare e dei ritardi, in quanto può accadere che la carrozzeria si trovi dall’altra parte della città e trattenga l’auto per settimane. In questo caso, oltretutto, si creano complicazioni sul danno da fermo tecnico, perché non sempre la compagnia mette a disposizione un’auto sostitutiva o rimborsa il fermo tecnico, visto che la riparazione è in forma specifica. Dunque, appare veramente il proverbiale minimo che venga previsto uno sconto sul premio a fronte di questi potenziali ma spesso ben concreti disagi. Inoltre, sarà scoraggiata la pratica della cessione del credito, per incentivare chi, invece, non lo cede al carrozziere.

Sarebbero, poi, liberalizzati i farmaci di fascia C, oltre alla possibilità di aprire strutture sanitarie private non convenzionate senza tante procedure burocratiche. Sarebbe importante, in questo campo, introdurre meccanismi stringenti di controllo, magari a posteriori, poiché si ha a che fare con un bene fondamentale, la salute dei cittadini.

Sugli avvocati le novità riguarderanno più che altro l’esercizio della professione in forma associata, con una consistente liberalizzazione, l’eliminazione dei minimi tariffari e l’adesione a più associazioni. Inoltre, ed è la riforma più importante, le società tra avvocati e soci di capitale, che tanto hanno destato perplessità per la dipendenza che si creerebbe tra professionista e impresa, ma che possono costituire indubbiamente una soluzione alla condizione precaria di molti avvocati, specialmente giovani. Circa il patto di quota lite, dopo varie riforme che ne hanno previsto l’eliminazione e reintroduzione, si sarebbe giunti a concepirlo come legittimo e introdurlo: sarebbe il patto con cui l’avvocato chiede come compenso una parte o quota del bene oggetto della lite. Finora, il divieto è stato aggirato prevedendo un compenso commisurato alla quota lite, ovviamente con un escamotage linguistico e concettuale, ma con la piena liberalizzazione si darebbe conto di un fenomeno che esiste normalmente nella prassi.

“Taglia-notai”. Per i Notai è prevista la liberalizzazione e anche l’eliminazione dell’obbligo di recarvisi per atti minori o per atti per i quali se ne potrebbe fare a meno, oltre all’eliminazione dei minimi tariffari notarili, per incentivare la concorrenza. Il costo del notaio, in effetti, incide in modo molto forte sulle compravendite, già quasi inesistenti in Italia (anche se con il varo il 9 marzo del Quantitative Easing da parte della B.C.E. è previsto sul lungo periodo un incremento del valore degli immobili anche in Italia), oggi, in periodo di crisi sul settore immobiliare. Bisogna, però, fare chiarezza sul punto. La liberalizzazione più importante, al di là della questione del “numero chiuso” dei notai, riguarda le compravendite e gli atti aventi ad oggetti immobili dal valore catastale fino ad € 100.000,00, atti per i quali non sarebbe più necessario l’apporto del Notaio, che tra l’altro ha anche il compito di esigere le imposte, di operare le verifiche preliminari e l’antiriciclaggio. Si tratterebbe, peraltro, degli immobili non adibiti ad uso abitativo, quindi box auto, garage, magazzini, rimesse, negozi, capannoni e quant’altro. I Notai hanno già sottolineato che questo intervento, secondo loro, non risponde nè ai suggerimenti dell’O.C.S.E., nè all’esigenza di rendere concorrenziale questo tipo di mercato, anzi affermano che si tratti di un intervento contrario all’interesse dei consumatori e quindi in questo caso di un po’ tutti i cittadini. Bisogna chiedersi a chi realmente andrà in mano questa fetta di mercato. In particolare, il Notariato fa presente che a farla da padrone saranno inesorabilmente banche e assicurazioni, che hanno già ampio controllo del settore degli immobili e delle aste giudiziarie. Gli istituti di credito non hanno brillato, come negli Stati Uniti, per trasparenza durante il momento della crisi dei mutui. In ogni caso l’intervento di riforma agirebbe sugli “atti e le dichiarazioni aventi ad oggetto la cessione o la donazione di beni immobili adibiti ad uso non abitativo” o la modificazione di diritti sui medesimi beni. La possibilità di rivolgersi all’avvocato per l’autenticazione delle sottoscrizioni agevola la vita del cittadino, anche per una questione di tariffe. Gli organismi dell’avvocatura hanno fatto sapere, contrariamente a quanto sostenuto dal Notariato, che anche gli avvocati posseggono la medesima cura della legalità del notaio, per cui non si vede il motivo per il quale il risultato sarebbe peggiorativo in termini di trasparenza e qualità del servizio. In realtà, la modifica normativa deve tenere conto dei vari interessi in gioco. Si consideri, infatti, che spesso i clienti che si rivolgono all’avvocato vorrebbero risolvere tutto in quella sede, sia per una questione di comodità, sia per una questione di costi. Quindi, effettivamente l’esigenza di mercato esiste. Diverso discorso è compensare ed equilibrare l’esigenza con la tutela della certezza degli scambi e della loro liceità. E’ stato fatto notare che la norma sull’autenticazione da parte dell’avvocato di determinati atti di compravendita va letta insieme con quella che prevede, nel testo concorrenza, la possibilità di società miste capitale-professionista. In effetti, c’è da ritenere verosimile che se gli avvocati possono autenticare una serie di atti di compravendita e contemporaneamente acquisire in società un istituto di credito, di fatto si crea un monopolio bancario e assicurativo nella gestione del mercato immobiliare, per lo meno quello relativo ad una certa fascia di valore catastale, perchè le banche e le assicurazioni potranno in automatico far autenticare le vendite (a discapito dei consumatori, o comunque non nel loro interesse) direttamente dall'”avvocato in sede”. E’ vero che nel mondo esistono esperienze di questo tipo, tuttavia bisogna verificare attentamente se funzionano e soprattutto se il cittadino è adeguatamente tutelato. La banca potrà quindi fornire il “pacchetto completo”, contenente mutuo, assicurazione sul mutuo per il mancato pagamento delle rate, polizza sull’immobile, varie polizze sul fabbricato, infine addirittura l’atto in sede.

Oltre agli atti immobiliari, sono incluse anche le costituzioni di società a responsabilità limitata. Stesso discorso per il trasferimento di quote.

Verranno diminuiti i tempi di formazione per i parrucchieri, con possibilità di affittare una poltrona presso un collega.

Libertà molto maggiore anche per agenti, mediatori, con eliminazione quasi totale delle barriere di accesso all’attività.

Una delle riforme controverse, però, seriamente pericolose per il cittadino, sarebbe l’abolizione del servizio di maggiore tutela nell’erogazione delle utenze, un servizio che garantisce appunto che i costi delle bollette non siano esorbitanti, perché optando per il “libero mercato”, il cittadino verrebbe esposto di fatto a somme eccessive. Questa abolizione comprometterebbe di fatto il risparmio delle famiglie.

Articolo redatto a Torino da Studio Duchemino il 19 febbraio 2015

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