Il nuovo regime dei minimi 2015

La L 23/12/2014, n. 190, cioè la legge di stabilità (la vecchia legge finanziaria) ha introdotto il cosiddetto “nuovo regime dei minimi”, per l’anno 2015.

La fonte, anzitutto, della disciplina è contenuta nell’art. 1, commi che vanno dal 54 in poi.

Chi sono i soggetti interessati al regime dei minimi? Sono i contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni. In generale, si può dire che si tratti degli autonomi, anche se vi sono inclusi non solo i lavoratori, ma anche gli imprenditori. Il regime dei minimi è nato per agevolare l’iniziativa privata, sostituendo con un regime forfettizzato, una serie di imposte, tra cui ad esempio l’I.R.A.P. e le imposte sui redditi.

Il comma 54 dell’art. 1 individua, più specificamente, i soggetti coinvolti e i requisiti che devono sussistere per l’applicazione del regime nuovo dei minimi. Vediamo, in generale, cosa dice la norma:

a)  hanno conseguito ricavi ovvero hanno percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori ai limiti indicati nell’allegato n. 4 annesso alla presente legge, diversi a seconda del codice ATECO che contraddistingue l’attività esercitata;
b)  hanno sostenuto spese per un ammontare complessivamente non superiore ad euro 5.000 lordi per lavoro accessorio di cui all’articolo 70 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, per lavoratori dipendenti, collaboratori di cui all’articolo 50, comma 1, lettere c) e c-bis), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, anche assunti secondo la modalità riconducibile a un progetto ai sensi degli articoli 61 e seguenti del citato decreto legislativo n. 276 del 2003, e successive modificazioni, comprese le somme erogate sotto forma di utili da partecipazione agli associati di cui all’articolo 53, comma 2, lettera c), e le spese per prestazioni di lavoro di cui all’articolo 60 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, e successive modificazioni;
c)  il costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, dei beni strumentali alla chiusura dell’esercizio non supera 20.000 euro. Ai fini del calcolo del predetto limite:
1)  per i beni in locazione finanziaria rileva il costo sostenuto dal concedente;
2)  per i beni in locazione, noleggio e comodato rileva il valore normale dei medesimi determinato ai sensi dell’articolo 9 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, e successive modificazioni;
3)  i beni, detenuti in regime di impresa o arte e professione, utilizzati promiscuamente per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o professione e per l’uso personale o familiare del contribuente, concorrono nella misura del 50 per cento;
4)  non rilevano i beni il cui costo unitario non è superiore ai limiti di cui agli articoli 54, comma 2, secondo periodo, e 102, comma 5, del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, e successive modificazioni;
5)  non rilevano i beni immobili, comunque acquisiti, utilizzati per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o della professione;
d)  i redditi conseguiti nell’attività d’impresa, dell’arte o della professione sono in misura prevalente rispetto a quelli eventualmente percepiti come redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, di cui rispettivamente agli articoli 49 e 50 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917; la verifica della suddetta prevalenza non è, comunque, rilevante se il rapporto di lavoro è cessato o la somma dei redditi d’impresa, dell’arte o professione e di lavoro dipendente o assimilato non eccede l’importo di 20.000 euro.
Nella lettera a) si parla espressamente dell’Allegato 4 alla Legge di stabilità. Questo allegato dispone determinati limiti di reddito. I ricavi, quindi, non devono superare determinati limiti.
Allegato 4
Articolo 1, comma 54, lett. a)
(Regime fiscale per lavoratori autonomi)

=====================================================================
| | | | VALORE | |
| | | CODICI | SOGLIA | |
| | |ATTIVITA’| DEI | |
| | | ATECO |RICAVI /| |
|PROGRESSIVO| GRUPPO DI SETTORE | 2007 |COMPENSI|REDDITIVITA’|
+===========+=======================+=========+========+============+
| |Industrie alimentari e | | | |
| 1 |delle bevande |(10-11) | 35.000| 40%|
+———–+———————–+———+——–+————+
| | |45 – (da | | |
| | |46.2 a | | |
| | |46.9) – | | |
| | |(da 47.1 | | |
| |Commercio all’ingrosso |a 47.7)- | | |
| 2 |e al dettaglio |47.9 | 40.000| 40%|
+———–+———————–+———+——–+————+
| |Commercio ambulante di | | | |
| |prodotti alimentari e | | | |
| 3 |bevande |47.81 | 30.000| 40%|
+———–+———————–+———+——–+————+
| |Commercio ambulante di |47.82 – | | |
| 4 |altri prodotti |47.89 | 20.000| 54%|
+———–+———————–+———+——–+————+
| | |(41 – 42 | | |
| |Costruzioni e attivita’|- 43) – | | |
| 5 |immobiliari |(68) | 15.000| 86%|
+———–+———————–+———+——–+————+
| |Intermediari del | | | |
| 6 |commercio |46.1 | 15.000| 62%|
+———–+———————–+———+——–+————+
| |Attivita’ dei Servizi | | | |
| |di alloggio e di | | | |
| 7 |ristorazione |(55 – 56)| 40.000| 40%|
+———–+———————–+———+——–+————+
| | |(64 – 65 | | |
| | |- 66) – | | |
| |Attivita’ |(69 – 70 | | |
| |Professionali, |- 71 – 72| | |
| |Scientifiche, Tecniche,|- 73 – 74| | |
| |Sanitarie, di |- 75) – | | |
| |istruzione, Servizi |(85) – | | |
| |Finanziari ed |(86 – 87 | | |
| 8 |Assicurativi |- 88) | 15.000| 78%|
+———–+———————–+———+——–+————+
| | |(01 – 02 | | |
| | |- 03) – | | |
| | |(05 – 06 | | |
| | |- 07 – 08| | |
| | |- 09) – | | |
| | |(12 – 13-| | |
| | |14 – 15 -| | |
| | |16 – 17 -| | |
| | |18 – 19 -| | |
| | |20 – 21 -| | |
| | |22 – 23 -| | |
| | |24 – 25 -| | |
| | |26 – 27 -| | |
| | |28 – 29 -| | |
| | |30 – 31 -| | |
| | |32 – 33) | | |
| | |- (35) – | | |
| | |(36 – 37 | | |
| | |- 38 – | | |
| | |39) – (49| | |
| | |- 50 – 51| | |
| | |- 52 – | | |
| | |53) – (58| | |
| | |- 59 – 60| | |
| | |- 61 – 62| | |
| | |- 63) – | | |
| | |(77 – 78 | | |
| | |- 79 – | | |
| | |80- 81 – | | |
| | |82) – | | |
| | |(84) – | | |
| | |(90 – 91 | | |
| | |- 92 – | | |
| | |93) – (94| | |
| | |- 95 – | | |
| | |96) – (97| | |
| |Altre attivita’ |- 98) – | | |
| 9 |economiche |(99) | 20.000| 67%|

I numeri indicati sono i codici ATECO (http://www.codiciateco.it/)
Al fine di determinare questi limiti, anche per i professionisti, il comma 55 precisa però che:
Comma 55

55.  Ai fini dell’individuazione del limite dei ricavi e dei compensi di cui al comma 54, lettera a), per l’accesso al regime:
a)  non rilevano i ricavi e i compensi derivanti dall’adeguamento agli studi di settore di cui all’articolo 62-bis del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, e successive modificazioni, e ai parametri di cui alla legge 28 dicembre 1995, n. 549;
b)  nel caso di esercizio contemporaneo di attività contraddistinte da differenti codici ATECO, si assume il limite più elevato dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attività esercitate.

Con riferimento all’i.v.a., chi applica il regime dei minimi è esonerato da una serie di incombenti:
Comma 59

59.  Salvo quanto disposto dal comma 60, i contribuenti che applicano il regime forfetario sono esonerati dal versamento dell’imposta sul valore aggiunto e da tutti gli altri obblighi previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, ad eccezione degli obblighi di numerazione e di conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali, di certificazione dei corrispettivi e di conservazione dei relativi documenti. Resta fermo l’esonero dall’obbligo di certificazione di cui all’articolo 2 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1996, n. 696, e successive modificazioni.

Che effetti produce il regime dei minimi e come si calcola il reddito? Lo stabilisce il comma 64:
Comma 64

64.  I soggetti di cui al comma 54 determinano il reddito imponibile applicando all’ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti il coefficiente di redditività nella misura indicata nell’allegato n. 4 annesso alla presente legge, diversificata a seconda del codice ATECO che contraddistingue l’attività esercitata. Sul reddito imponibile si applica un’imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell’imposta regionale sulle attività produttive di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, pari al 15 per cento.

Il coefficiente si trova esattamente nelle tabelle dell’allegato 4, che sono riportate sopra e quindi si applica questo coefficiente, a seconda della classe economica, che è un coefficiente di redditività dell’attività, direttamente al reddito.
Il regime dei minimi, con l’imposizione al 15 %, sostituisce le altre imposte.
Quali regimi vengono abrogati? Praticamente tutti, eccetto quello previsto sotto la dicitura “nuovi minimi” dall’articolo 27, commi 1 e 2, Dl 98/2011. Questo, che si riferisce all’imprenditoria giovanile e ai lavori in mobilità, potrà essere utilizzato fino al compimento di cinque anni di attività, oppure, se successivo, al compimento del 35 mo anno di età anagrafica del soggetto.
Articolo redatto a Torino, da Studio Duchemino, l’8 gennaio 2015

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