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ULTIME NOVITÀ NASpI 2025: 1 Guida Definitiva

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Introduzione: La NASpI nel 2025 – Un Panorama in Evoluzione

Indice

La Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI) rappresenta un pilastro fondamentale del sistema di welfare italiano, fornendo un sostegno economico ai lavoratori che perdono involontariamente il proprio impiego. Comprendere le “ultime novità NASpI” non è solo una questione di informazione, ma un passo cruciale per tutelare i propri diritti e navigare con sicurezza un panorama normativo in costante aggiornamento.

Questo contesto in continua evoluzione richiede un approccio altamente proattivo da parte degli individui, che devono andare oltre una comprensione passiva dei loro diritti per impegnarsi attivamente con il quadro normativo aggiornato. Tale impegno è fondamentale per salvaguardare i propri diritti e gestire il sistema in modo efficace, riducendo così il rischio di perdere involontariamente i benefici a causa di una mancanza di consapevolezza o di un’errata interpretazione delle modifiche procedurali.

Il 2025 porta con sé modifiche significative, introdotte dalla Legge di Bilancio e chiarite dalle circolari INPS, che impattano requisiti, obblighi e persino le modalità di interazione con l’Istituto. Queste “ultime novità NASpI” richiedono un’attenzione particolare per evitare spiacevoli sorprese e garantire la piena fruizione del sussidio.

La Rivoluzione del 2025: Nuovi Requisiti e la “Stretta” sulle Dimissioni Volontarie

Il 2025 segna un punto di svolta per l’accesso alla NASpI, in particolare per i lavoratori che hanno avuto precedenti rapporti di lavoro a tempo indeterminato cessati volontariamente. La Circolare INPS n. 98 del 5 giugno 2025 , in attuazione dell’articolo 1, comma 171, della Legge 30 dicembre 2024, n. 207 , introduce un nuovo e stringente requisito.  

Il nuovo requisito delle 13 settimane di contribuzione tra cessazioni

A partire dagli eventi di disoccupazione successivi al 1° gennaio 2025 , se la cessazione involontaria del rapporto di lavoro (ad esempio, licenziamento, fine contratto a termine) è stata preceduta, nei 12 mesi precedenti, da una cessazione volontaria (dimissioni o risoluzione consensuale) da un rapporto a tempo indeterminato, il lavoratore avrà diritto alla NASpI solo se ha maturato almeno 13 settimane di contribuzione tra i due eventi. Questo significa che una riassunzione e un successivo licenziamento entro 12 mesi potrebbero non garantire l’accesso al sussidio se non si sono accumulate le settimane richieste nel “periodo intermedio”.  

Questa modifica altera in modo sostanziale il modo in cui gli individui potrebbero considerare le transizioni di carriera, specialmente dopo una dimissione volontaria da un impiego a tempo indeterminato. Essa impone una valutazione strategica e preventiva dei cambiamenti occupazionali, poiché la mancata maturazione delle 13 settimane di contribuzione nel periodo tra le due cessazioni può precludere l’accesso alla NASpI. La complessità di questa nuova regola, unita alla presenza di specifiche esclusioni, crea zone di ambiguità che potrebbero portare a contenziosi e dispute con l’INPS, sottolineando l’importanza di una documentazione precisa e, potenzialmente, di una consulenza professionale tempestiva.

Casi di esclusione: quando la “stretta” non si applica e si mantiene il diritto alla NASpI

È fondamentale sapere che questa nuova restrizione non è universale. Sono escluse alcune specifiche casistiche per le quali l’accesso alla NASpI rimane ordinario :  

  • Dimissioni per giusta causa (ad esempio, mobbing, mancato pagamento stipendio).  
  • Dimissioni durante il periodo protetto di maternità o paternità (Art. 55, D.Lgs. 151/2001).  
  • Risoluzioni consensuali nell’ambito della procedura di conciliazione (Art. 7, Legge 604/1966).  
  • Risoluzioni consensuali per rifiuto di trasferimento in sedi distanti oltre 50 km o raggiungibili in oltre 80 minuti con mezzi pubblici.  

Implicazioni pratiche per i lavoratori, ultime novità NASpI

Questa modifica è particolarmente rilevante per chi, ad esempio, si dimette da un contratto a tempo indeterminato per accettare un nuovo impiego a termine, o per chi cambia lavoro frequentemente. Per il personale della scuola (docenti e ATA), che spesso passa da contratti a tempo indeterminato a supplenze, è un aspetto cruciale da monitorare.  

I contributi utili per raggiungere le 13 settimane includono quelli da lavoro dipendente (con quota NASpI), periodi di maternità obbligatoria e congedo parentale retribuito, contributi figurativi per malattia figli (fino a 8 anni, entro 5 giorni annui) e settimane agricole convertite (6 giornate = 1 settimana).  

È importante chiarire che le “ultime novità NASpI” introdotte non modificano né l’importo né la durata della prestazione, che continuano a essere determinati secondo le disposizioni precedenti.  

Tabella 1: Riepilogo Requisiti NASpI (Base e Nuovi 2025)

RequisitoDescrizioneNote 2025 (Ultime Novità NASpI)
Stato di DisoccupazionePerdita involontaria del lavoro e immediata disponibilità (DID)Nessuna modifica.
Requisito Contributivo StandardAlmeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti la cessazioneNessuna modifica.
Requisito Lavorativo Standard30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la disoccupazioneNessuna modifica.
NUOVO Requisito 2025 (Dimissioni Volontarie Precedenti)Se cessazione involontaria è preceduta da dimissioni/risoluzione consensuale da indeterminato nei 12 mesi precedenti: almeno 13 settimane di contribuzione maturate TRA le due cessazioni.Si applica per eventi successivi al 01/01/2025. Escluse dimissioni per giusta causa, maternità/paternità, conciliazione, rifiuto trasferimento.

NASpI e SIISL: La Digitalizzazione degli Obblighi del Disoccupato

Le “ultime novità NASpI” non riguardano solo i requisiti di accesso, ma anche le modalità di gestione della prestazione. Dal 24 novembre 2024, tutti i cittadini che presentano domanda per la NASpI (e DIS-COLL) sono automaticamente iscritti alla piattaforma SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa). Questa integrazione digitale rappresenta un cambiamento procedurale di grande impatto.  

Gli adempimenti essenziali entro 15 giorni, ultime novità NASpI

L’iscrizione automatica al SIISL comporta nuovi obblighi per il beneficiario. Entro 15 giorni dall’accoglimento della domanda NASpI, è imperativo accedere alla piattaforma https://siisl.lavoro.gov.it per svolgere due compiti fondamentali :  

  1. Inserire e sottoscrivere il proprio Curriculum Vitae (CV): Il CV deve essere completo, includendo esperienze lavorative, titoli di studio, certificazioni, competenze linguistiche e informatiche, e aspirazioni professionali.  
  2. Firmare digitalmente il Patto di Attivazione Digitale (PAD): Questo patto è la base per l’attivazione delle politiche attive del lavoro.  

L’introduzione della piattaforma SIISL e dei suoi obblighi temporali stringenti segna una trasformazione fondamentale nel ruolo del beneficiario. Non si tratta più solo di ricevere un sostegno economico, ma di partecipare attivamente alle iniziative di reinserimento lavorativo. La piattaforma, con le sue funzionalità avanzate, sposta la responsabilità verso una maggiore auto-gestione e un impegno diretto con le politiche attive del lavoro.

Questa evoluzione, se da un lato promuove l’efficienza, dall’altro potrebbe presentare ostacoli per segmenti della popolazione meno avvezzi al digitale o con accesso limitato alla tecnologia. Le scadenze rigorose per l’adempimento delle attività digitali, pur essendo un meccanismo per incentivare l’attivazione, evidenziano la necessità di solidi sistemi di supporto per garantire che nessuno venga escluso a causa di un divario digitale.

ultime novità NASpI, le opportunità offerte dalla piattaforma (AI, offerte di lavoro, formazione)

SIISL non è solo un sistema di adempimenti, ma una vera e propria risorsa. La piattaforma sfrutta sistemi di Intelligenza Artificiale per migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Tra le funzionalità avanzate:  

  • Calcolo di un “indice di affinità” tra il CV del beneficiario e le offerte di lavoro disponibili.  
  • Raccomandazioni personalizzate di percorsi formativi per colmare gap di competenze.  
  • Suggerimenti su qualifiche richieste a livello locale.  
  • Possibilità di completare la Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID), condividere il CV con le Agenzie per il Lavoro (ApL) e inviare dati al Centro per l’Impiego (CPI) per la stipula del Patto di Servizio Personalizzato.  

Ultime novità NASpI, le conseguenze della mancata attivazione

La mancata compilazione del PAD e del CV entro i 15 giorni non è un’opzione. Il beneficiario riceverà un sollecito e potrà essere convocato dal Centro per l’Impiego, che potrà assisterlo nella compilazione. Tuttavia, in caso di inadempienza persistente, potranno essere applicate sanzioni, che possono arrivare fino alla decadenza del beneficio.  

Tabella 2: Tempistiche Chiave per la Domanda e gli Obblighi SIISL, ultime novità NASpI

AdempimentoTempisticaDettagli / ConseguenzeSnippets di Riferimento
Domanda NASpIEntro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoroPena la perdita del diritto. Se entro 8 giorni, decorre dall’8° giorno; altrimenti dalla data domanda.  
Iscrizione Automatica SIISLAlla presentazione della domanda NASpI/DIS-COLL (dal 24/11/2024)Nessuna azione richiesta al beneficiario per l’iscrizione.  
Compilazione CV e Firma PAD su SIISLEntro 15 giorni dall’accoglimento della domanda NASpIObbligatorio. Mancata compilazione: sollecito, convocazione CPI, possibili sanzioni fino alla decadenza.  
Stipula Patto di Servizio Personalizzato (con CPI)Entro 90 giorni dall’accoglimento della domanda NASpIMonitoraggio continuo. Obbligatorio per mantenere il beneficio.  
Comunicazione Reddito Presunto (lavoro autonomo/cariche societarie)Entro 30 giorni dalla domanda NASpI o dall’avvio attività / Entro il 31 gennaio di ogni annoObbligatorio, anche se “zero”, pena decadenza NASpI.  
Comunicazione Variazioni (residenza, IBAN, nuova attività)Immediatamente, tramite NASpI-ComObbligatorio per mantenere il diritto.  

Oltre il Sussidio: Compatibilità della NASpI con Nuove Attività e Redditi

Le “ultime novità NASpI” e le regole preesistenti chiariscono la complessa interazione tra la percezione dell’indennità e lo svolgimento di nuove attività lavorative o la percezione di altri redditi. È un’area dove la mancata comunicazione può portare alla decadenza del beneficio.

Lavoro autonomo e Partita IVA: limiti di reddito e obblighi di comunicazione

La NASpI è compatibile con l’esercizio di attività di lavoro autonomo o con il mantenimento di una Partita IVA, a condizione che il reddito annuo presunto non superi specifici limiti. Per il 2024, il limite di reddito annuo da lavoro autonomo è fissato a € 5.500.  

È fondamentale comunicare all’INPS il reddito presunto derivante da tale attività, anche se pari a “zero”. Questa comunicazione deve avvenire entro 30 giorni dalla domanda NASpI o dall’avvio dell’attività, e comunque entro il 31 gennaio di ogni anno per il reddito presunto dell’anno in corso. La mancata o tardiva comunicazione può comportare la decadenza del beneficio.  

In caso di compatibilità, la NASpI viene ridotta di un importo pari all’80% del reddito presunto.  

Anche chi ricopre cariche societarie (amministratore, sindaco, revisore) deve dichiarare il reddito presunto, anche se “zero”, pena la decadenza. La sola partecipazione agli utili societari non richiede questa dichiarazione.  

Il sistema NASpI, pur offrendo la flessibilità di combinare il sussidio con nuove attività lavorative, impone un onere amministrativo significativo e requisiti di comunicazione rigorosi. Questa flessibilità, se da un lato è un vantaggio, dall’altro presenta un aspetto critico: anche una piccola negligenza amministrativa può portare a gravi conseguenze, inclusa la perdita del beneficio. La richiesta di dichiarare il reddito presunto, anche se “zero”, entro scadenze specifiche, introduce una complessità aggiuntiva, spingendo i beneficiari a prevedere i propri guadagni futuri. Questo aspetto predittivo rende l’accuratezza dell’auto-dichiarazione intrinsecamente difficile e aumenta la probabilità di errori involontari, rendendo la conformità più onerosa.

Lavoro dipendente/parasubordinato: sospensione, decadenza e cumulo

  • Reimpiego entro 8 giorni o durante il preavviso: Se il richiedente viene rioccupato con contratto di lavoro subordinato entro gli 8 giorni successivi alla cessazione del precedente rapporto (periodo di carenza) o durante il preavviso, la NASpI non è dovuta. Sarà necessario presentare una nuova domanda dopo la cessazione del nuovo rapporto.  
  • Contratto inferiore a 6 mesi e reddito sotto soglia: Se il nuovo contratto è di durata inferiore a 6 mesi e il reddito annuo presunto non supera € 8.500 (limite 2024 per lavoro dipendente/parasubordinato) , la NASpI può essere sospesa per la durata del nuovo rapporto o ridotta dell’80% del reddito presunto, previa comunicazione all’INPS.  
  • Contratto superiore a 6 mesi o reddito sopra soglia: In caso di rioccupazione con contratto di lavoro subordinato di durata superiore a 6 mesi e/o con un reddito annuo presunto superiore a € 8.500, il beneficio della NASpI decade. Se il rapporto cessa anticipatamente (ad esempio, mancato superamento periodo di prova), è possibile presentare una nuova domanda NASpI, ma non richiedere il ripristino della precedente.  

Anticipazione NASpI: quando e come richiederla per avviare un’attività

Una delle opzioni più interessanti delle “ultime novità NASpI” è la possibilità di richiedere l’intera indennità in un’unica soluzione. Questo è possibile se il beneficiario intende avviare un’attività lavorativa autonoma, un’impresa individuale, o sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa con rapporto mutualistico di lavoro.  

La domanda di anticipazione deve essere presentata online entro 30 giorni dall’inizio dell’attività o dalla sottoscrizione della quota. Se l’attività era già avviata durante il precedente rapporto di lavoro, la domanda va presentata entro 30 giorni dalla domanda NASpI.  

È importante notare che i professionisti non iscritti all’INPS ma a specifiche casse professionali possono richiederla, mentre i collaboratori iscritti alla Gestione Separata (anche a progetto) no.  

Compatibilità della NASpI con altre prestazioni

La NASpI è compatibile con la pensione di reversibilità e l’assegno ordinario di invalidità. È anche rilevante per il calcolo dell’ISEE.  

Non è cumulabile con la pensione di vecchiaia o anticipata, né con l’assegno ordinario di invalidità (se percepito come pensione di invalidità). Non è inoltre compatibile con indennità di maternità/paternità, malattia, CIG, mobilità, ecc., per lo stesso periodo.  

Tabella 3: Limiti di Reddito e Compatibilità NASpI (2024/2025)

Tipo di RedditoLimite Annuo Compatibile (2024)Conseguenza sulla NASpIObbligo di ComunicazioneSnippets di Riferimento
Lavoro Dipendente/Parasubordinato€ 8.500Riduzione dell’80% del reddito presunto o sospensione. Oltre il limite/durata > 6 mesi: decadenza.Sì, tramite NASpI-Com.  
Lavoro Autonomo / Partita IVA€ 5.500Riduzione dell’80% del reddito presunto. Oltre il limite: decadenza.Sì, anche se “zero”, entro 30gg domanda/avvio o 31 gen.  
Lavoro Accessorio (Libretto Famiglia)€ 5.000Compatibile, nessuna riduzione se entro il limite.No, se entro il limite.  
Cariche SocietarieNessun limite specifico, ma reddito presunto rilevanteRiduzione dell’80% del reddito presunto. Mancata dichiarazione: decadenza.Sì, anche se “zero”, entro 30gg domanda/avvio o 31 gen.  

Questioni Aperte e Interpretazioni Giurisprudenziali: La NASpI alla Prova dei Tribunali

Le “ultime novità NASpI” non si limitano alla normativa emanata, ma includono anche le importanti interpretazioni che emergono dalle sentenze dei tribunali, in particolare della Corte di Cassazione. Queste decisioni hanno il potere di chiarire, estendere o consolidare i diritti dei beneficiari in situazioni complesse o precedentemente ambigue, offrendo una prospettiva che va oltre la mera lettura delle norme. Tali pronunce dimostrano come il potere giudiziario svolga un ruolo attivo nell’interpretare ed espandere la portata dei diritti di sicurezza sociale, introducendo di fatto nuove dimensioni al quadro giuridico esistente e rivelando che l’evoluzione della NASpI non è un processo esclusivamente legislativo.

Il diritto alla NASpI per i detenuti: un orientamento consolidato della Cassazione

Un’area meno discussa, ma di grande rilevanza sociale, è il diritto alla NASpI per i detenuti. La giurisprudenza ha progressivamente consolidato l’orientamento che equipara il lavoro dei reclusi a quello dei soggetti liberi ai fini previdenziali.  

La sentenza del Tribunale di Milano n. 1335 del 10 aprile 2024, rafforzata da una sentenza della Cassazione del 5 gennaio 2024, ha ribadito il diritto alla NASpI per i detenuti che maturano i requisiti, anche in caso di disoccupazione che intervenga in costanza di detenzione. Questo principio si basa sulla necessità di tutelare il lavoro come strumento di rieducazione e reinserimento sociale, evitando discriminazioni.  

La cumulabilità con l’assegno ordinario di invalidità: le sentenze della Cassazione

Un’altra importante pronuncia riguarda la cumulabilità tra la NASpI e l’assegno ordinario di invalidità. Con l’ordinanza n. 4724 del 23 febbraio 2025, la Cassazione ha affermato che l’assegno ordinario di invalidità e l’indennità NASpI non sono qualificabili come obbligazioni alternative e, pertanto, sono cumulabili.  

Questa decisione rigetta un ricorso dell’INPS, confermando il diritto del percettore di assegno di invalidità a vedersi riconosciuta anche la NASpI, a condizione che sussistano gli altri requisiti.  

Cosa significano queste sentenze per il cittadino

Queste interpretazioni giurisprudenziali sono cruciali perché risolvono dubbi e stabiliscono precedenti. Per il cittadino, significano una maggiore chiarezza sui propri diritti in situazioni particolari, che altrimenti potrebbero sembrare escluse o ambigue. Tali decisioni giudiziarie, in particolare quelle relative ai detenuti e agli individui con assegno di invalidità, migliorano la protezione e l’accesso ai benefici per categorie che potrebbero essere considerate marginalizzate. Questo riflette un impegno più ampio verso l’inclusività all’interno del sistema di sicurezza sociale, garantendo che i diritti siano tutelati anche in circostanze complesse o precedentemente trascurate.

Consigli Pratici e Prospettive Future: Navigare le “Ultime Novità NASpI”

Per affrontare al meglio le “ultime novità NASpI” e garantire la continuità del proprio sussidio, è essenziale adottare un approccio proattivo e informato.

Riepilogo dei requisiti fondamentali e della procedura di domanda

  • Requisiti: Cessazione involontaria del rapporto di lavoro, almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti, e 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti. A questi si aggiunge il nuovo requisito delle 13 settimane per chi si dimette volontariamente da un indeterminato e poi perde involontariamente un altro lavoro entro 12 mesi.  
  • Domanda: Presentare la domanda online tramite SPID, CIE o CNS sul sito INPS entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto. È consigliabile farlo entro i primi 8 giorni per assicurare la decorrenza immediata del beneficio.  
  • Obblighi SIISL: Ricordare l’iscrizione automatica al SIISL e l’obbligo di compilare CV e firmare PAD entro 15 giorni dall’accoglimento della domanda, oltre alla stipula del Patto di Servizio Personalizzato con il Centro per l’Impiego entro 90 giorni.  

L’importanza della tempestività e dell’accuratezza nelle comunicazioni all’INPS

Ogni variazione di residenza, IBAN, o situazione lavorativa/reddituale (anche se il reddito presunto è “zero”) deve essere comunicata tempestivamente tramite il servizio NASpI-Com. La precisione e la puntualità sono cruciali per evitare la decadenza del diritto. L’enfasi su questi adempimenti, scadenze e requisiti di segnalazione implica che, sebbene la NASpI offra un sostegno, essa impone un considerevole onere amministrativo al beneficiario. Questo onere, se non gestito con la massima cura, può portare alla perdita del beneficio, suggerendo un “costo nascosto” di auto-gestione che può ridurre il valore effettivo del sussidio.  

Quando è indispensabile la consulenza legale

Nonostante questa guida fornisca un quadro completo delle “ultime novità NASpI”, la normativa in materia di previdenza sociale è estremamente complessa e soggetta a interpretazioni specifiche per ogni singolo caso.

  • Casi complessi: In situazioni come dimissioni per giusta causa (per accertare la validità della motivazione), cessazioni multiple di rapporti di lavoro, o in presenza di redditi da attività autonome o cariche societarie con casistiche particolari, la consulenza di un legale esperto in diritto del lavoro e previdenza sociale diventa indispensabile.
  • Contenzioso: Qualora la domanda venga respinta o sorgano contestazioni con l’INPS, un professionista potrà valutare la possibilità di ricorso amministrativo o giudiziale, come dimostrato dalle recenti sentenze della Cassazione.  
  • Pianificazione: Anche per una pianificazione previdenziale ottimale o per valutare l’opportunità dell’anticipazione NASpI, un parere legale può fare la differenza. La natura intricata delle normative, le sfumature delle interpretazioni giurisprudenziali e le significative implicazioni finanziarie sottolineano che la guida legale specializzata non è semplicemente un’opzione, ma spesso una necessità critica per navigare il sistema in sicurezza e massimizzare i propri diritti.

Uno sguardo alle possibili evoluzioni future della normativa

Il sistema di welfare è in costante divenire, influenzato da fattori economici, sociali e politici. È plausibile attendersi ulteriori aggiustamenti alla normativa NASpI in futuro, magari per affinare i meccanismi di condizionalità o per rispondere a nuove esigenze del mercato del lavoro. Rimanere aggiornati, anche attraverso fonti autorevoli, è la migliore strategia.

Conclusione: La NASpI tra Certezze e Nuove Sfide

Le “ultime novità NASpI” del 2025, dalla “stretta” sui requisiti per chi si dimette volontariamente all’integrazione con la piattaforma SIISL e le importanti interpretazioni giurisprudenziali, delineano un quadro in evoluzione per i beneficiari dell’indennità di disoccupazione.

Comprendere questi cambiamenti è fondamentale per navigare con successo il sistema e assicurarsi il diritto al sostegno. La NASpI rimane uno strumento vitale per la protezione sociale, ma la sua fruizione richiede ora una maggiore consapevolezza e proattività da parte del cittadino. Il paradosso qui è evidente: un pilastro ampiamente disponibile del sistema di protezione sociale sta diventando sempre più complesso da accedere e mantenere senza l’assistenza di esperti. Questo suggerisce che, pur essendo il beneficio destinato a tutti i lavoratori idonei, la complessità amministrativa e legale potrebbe inavvertitamente creare barriere.

In un contesto così dinamico, l’informazione aggiornata è la prima linea di difesa. Tuttavia, di fronte a dubbi o situazioni complesse, il ricorso a una consulenza legale specializzata non è solo un’opzione, ma spesso una necessità per tutelare appieno i propri diritti.

Il passaggio da una potenziale ricezione passiva dei benefici a un ruolo attivo e digitalmente impegnato, unito alla crescente complessità dei criteri di ammissibilità e alla necessità di consulenza legale, indica un’evoluzione nel rapporto tra il cittadino e lo stato sociale. I cittadini sono sempre più chiamati a essere informati, proattivi e autonomi nella gestione dei propri diritti, piuttosto che semplici beneficiari. La NASpI, tra certezze consolidate e nuove sfide, continua a essere un pilastro per il futuro lavorativo, a patto di conoscerne ogni sfumatura.

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